Il 7 settembre 2026, l’Italian Lymphoedema Framework (ITALF) ha annunciato un’importante novità riguardo al lipedema, una condizione medica caratterizzata da un accumulo anomalo di tessuto adiposo, principalmente nelle aree di fianchi, glutei e arti inferiori. A partire da gennaio 2027, con l’entrata in vigore della decima edizione della Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD-10), il lipedema sarà ufficialmente riconosciuto come entità nosologica autonoma.
Questo riconoscimento è il risultato di anni di impegno da parte di ITALF, che ha avviato incontri ministeriali e presentato istanze alla Commissione LEA del Ministero della Salute, sia nel 2022 che nel 2026, per ottenere un inquadramento ufficiale del lipedema. Poiché l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) aveva inizialmente riconosciuto il lipedema solo nell’undicesima edizione dell’ICD, l’Italia ha adottato una soluzione temporanea: l’inserimento del codice E88.20 (Lipodistrofia dei quattro arti, esclusi mani e piedi, assimilabile al Lipedema) come sottocodice di E88.1 (Lipodistrofia non classificata altrove) nella decima edizione dell’ICD.
Questo sviluppo è significativo per diverse ragioni. In primo luogo, l’ufficializzazione del lipedema come entità nosologica consente una migliore codifica e classificazione della malattia, facilitando la diagnosi e il trattamento. In secondo luogo, apre la strada all’inclusione del lipedema nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), garantendo ai pazienti un accesso più equo alle cure necessarie. Infine, questo riconoscimento rappresenta un passo fondamentale nella sensibilizzazione e nella comprensione di una condizione che, sebbene diffusa, è spesso sottodiagnosticata e mal compresa.
Il presidente di ITALF, Dr. Sandro Michelini, ha sottolineato l’importanza di questo traguardo, evidenziando come l’adozione del codice specifico per il lipedema permetterà di avviare consultazioni per definire le prestazioni che il Servizio Sanitario Nazionale potrà erogare a favore dei pazienti, migliorando così la qualità della vita di coloro che ne sono affetti.
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L’articolo risulta pubblicato sul sito www.italf.org il 2026-09-07 15:50:00
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