Lipedema: una donna che ne soffre e una dottoressa che se ne occupa in studio spiegano cosa comporta la malattia che rende le gambe gonfie e dolenti.

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Il lipedema è una patologia cronica e progressiva caratterizzata da un accumulo anomalo di tessuto adiposo, principalmente nella parte inferiore del corpo e talvolta anche nelle braccia. I sintomi includono dolore, senso di pesantezza, gonfiore persistente, facilità alla comparsa di lividi e una pelle dall’aspetto irregolare. Nonostante venga spesso confuso con l’obesità, il lipedema non risponde né alle diete né all’esercizio fisico; la distribuzione del grasso patologico rimane invariata anche in presenza di dimagrimento. Inoltre, viene frequentemente scambiato per il linfedema, disturbo legato all’accumulo di liquidi linfatici, sebbene si tratti di due malattie differenti che in alcuni casi possono coesistere. Secondo le stime, il lipedema colpirebbe circa una donna su dieci.

La dottoressa Carmela Pisano, medico estetico ed esperta in endocrinologia, sottolinea che il lipedema viene spesso confuso con cellulite, ritenzione idrica o semplice sovrappeso, ritardando diagnosi e cure adeguate. I segnali distintivi includono un aumento sproporzionato del volume di gambe e talvolta braccia, dolore, senso di pesantezza, gonfiore persistente e facilità alla comparsa di lividi. Un indicatore tipico è l’“effetto stacco”, con piedi e mani che restano esclusi dall’accumulo adiposo. A differenza dell’obesità, il tessuto adiposo del lipedema non risponde in modo significativo né alla dieta né all’attività fisica intensa.

Una diagnosi precoce è fondamentale per rallentare la progressione della patologia, ridurre infiammazione e dolore e migliorare la qualità della vita. L’approccio più efficace è multidisciplinare e combina alimentazione antinfiammatoria, attività fisica mirata, metodi di linfodrenaggio, uso di calze compressive e supporto metabolico e vascolare. Nei casi più aggravati di lipedema, anche la liposuzione specifica può offrire benefici importanti. Il sostegno psicologico è centrale, poiché molte pazienti convivono per anni con frustrazione, vergogna e sensi di colpa prima di ricevere una diagnosi corretta, accusando problemi di scarsa autostima e fragilità emotiva e personale.

La testimonianza di Cristina Gallo, una pr milanese di 54 anni, evidenzia le difficoltà quotidiane di chi convive con il lipedema. Nonostante diete restrittive, allenamenti e sacrifici, le sue gambe rimangono doloranti, gonfie e pesanti. La malattia non pesa solo sul corpo, ma anche sulle energie, sul tempo e sull’autostima. Molte donne imparano a convivere con una stanchezza costante e con la paura di fermarsi, come se ogni pausa potesse peggiorare la situazione. Eppure, dentro questa fatica silenziosa, oggi so che esiste anche una forma enorme di resistenza. Continuare a cercare soluzioni, allenarsi, informarsi, affrontare cure e cambiamenti significa non arrendersi. Perché il lipedema è una malattia reale, cronica e ancora troppo sottovalutata. E chi la affronta ogni giorno non ha bisogno di giudizi e commenti superficiali, ma di diagnosi corrette, supporto, empatia e ascolto.

Questo articolo merita attenzione poiché affronta una condizione ancora troppo poco conosciuta e spesso sottodiagnosticata, fornendo informazioni cruciali per riconoscerla e trattarla adeguatamente. La testimonianza diretta e le indicazioni professionali offrono una comprensione più profonda del lipedema, sensibilizzando l’opinione pubblica e la comunità medica sulla necessità di una diagnosi tempestiva e di un approccio terapeutico multidisciplinare.

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L’articolo risulta pubblicato sul sito www.vanityfair.it il 2026-05-29 09:00:00

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