Linfedema, come riconoscere il gonfiore di braccia e gambe prima che peggiori: terapie più efficaci se iniziate subito

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Il linfedema è una condizione cronica caratterizzata dall’accumulo anomalo di linfa nei tessuti, che provoca gonfiore, dolore e difficoltà nei movimenti degli arti superiori o inferiori. In Italia, circa 350.000 persone ne sono affette, con 40.000 nuovi casi diagnosticati annualmente.

Questa patologia può essere primaria, dovuta a malformazioni congenite del sistema linfatico, o secondaria, spesso a seguito di interventi chirurgici per tumori che comportano l’asportazione di linfonodi o trattamenti radioterapici. Nei pazienti oncologici, il rischio aumenta se il numero di linfonodi rimossi è elevato o se l’area trattata è sottoposta a radioterapia.

I sintomi iniziali includono sensazione di tensione, alterazioni della sensibilità, formicolii e modifiche cutanee come arrossamento o secchezza. Il gonfiore evidente può svilupparsi da 6 a 14 mesi dopo l’intervento chirurgico, ma può manifestarsi anche molti anni dopo.

La diagnosi precoce è fondamentale per prevenire la progressione del linfedema e migliorare la qualità di vita dei pazienti. Il trattamento tempestivo, in centri specializzati, aumenta le probabilità di successo. Le terapie includono l’uso di indumenti compressivi su misura, fisioterapia decongestiva, bendaggi e, in alcuni casi, interventi chirurgici come anastomosi linfatico-venose o auto-trapianto di linfonodi.

È essenziale che i pazienti riconoscano i segnali iniziali e si rivolgano a professionisti qualificati per una gestione efficace del linfedema.

 

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L’articolo risulta pubblicato sul sito www.corriere.it il 2026-03-06 09:00:00

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