L’ospedale di Pisa ha recentemente eseguito con successo sette interventi di super-microchirurgia utilizzando il robot Symani, una tecnologia avanzata che offre precisione millimetrica nelle operazioni. Questi interventi hanno trattato casi di linfedema, una condizione cronica che provoca l’aumento di volume degli arti, sensazione di pesantezza e predisposizione alle infezioni, spesso a seguito di trattamenti oncologici come la mastectomia.
Il robot Symani si distingue per la sua capacità di filtrare il tremore fisiologico della mano del chirurgo e ridurre i movimenti involontari, garantendo un elevato livello di precisione nelle fasi più delicate dell’intervento. In particolare, la super-microchirurgia del sistema linfatico richiede la manipolazione e la sutura di strutture con diametro inferiore a 0,8 millimetri, un compito che il Symani è in grado di eseguire con efficacia.
Un esempio significativo di applicazione del Symani è stato un intervento complesso che ha coinvolto il trapianto di linfonodi addominali per un caso avanzato di linfedema bilaterale degli arti inferiori. In questo caso, sono state integrate due piattaforme robotiche: il prelievo dei linfonodi è stato effettuato con il sistema Da Vinci, mentre il trasferimento e le delicate anastomosi super-microchirurgiche sono state realizzate con il Symani. Questo approccio combinato ha rappresentato un avanzamento significativo nell’applicazione della chirurgia robotica al trattamento del linfedema avanzato.
L’introduzione del robot Symani all’ospedale di Pisa, avvenuta a metà maggio, ha consolidato la posizione dell’ospedale come centro di riferimento per la chirurgia robotica in Toscana, offrendo nuove possibilità terapeutiche in ambiti altamente specialistici come la chirurgia plastica, la neurochirurgia periferica, l’otorinolaringoiatria, la chirurgia della mano, l’oftalmologia e la chirurgia maxillo-facciale. Investire in tecnologie avanzate come il Symani è fondamentale per migliorare la qualità delle cure e ampliare le opzioni terapeutiche disponibili per i pazienti.
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L’articolo risulta pubblicato sul sito www.intoscana.it il 2026-07-30 09:51:00
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